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Smaltimento dei moduli fotovoltaici: ecco una guida

Smaltimento moduli fotovoltaici
Nozioni sul fotovoltaico
Aggiornato il 05 marzo 2026
6 min. Tempo di lettura
Dalia_Franceschini
Dalia Franceschini

Che i moduli fotovoltaici siano arrivati alla fine del loro ciclo di vita, che il vetro si sia rotto accidentalmente o che si sia verificato un guasto elettrico, prima o poi ogni proprietario di un impianto deve affrontare il tema dello smaltimento dei moduli fotovoltaici. Se non hai mai approfondito l’argomento e non sai come funziona il processo, in questo articolo trovi tutte le informazioni essenziali.

I pannelli fotovoltaici non possono essere smaltiti insieme ai normali rifiuti domestici. Trattandosi di componenti elettronici, devono essere conferiti in impianti di trattamento autorizzati, dove vengono gestiti nel rispetto delle normative ambientali vigenti.

Uno smaltimento corretto consente di ridurre l’impatto ambientale degli impianti fotovoltaici e favorisce un modello di economia circolare. Durante il processo di trattamento, infatti, molti materiali che compongono i moduli – come vetro, alluminio e soprattutto silicio – possono essere recuperati e riutilizzati per nuove applicazioni.

Proprio per questo motivo, prima ancora di installare un impianto fotovoltaico è importante conoscere le normative che regolano la gestione dei pannelli a fine vita, così da essere consapevoli delle responsabilità e degli eventuali costi legati allo smaltimento. Non ci resta che iniziare!

Smaltimento pannelli fotovoltaici: normativa e costi

Un modulo fotovoltaico rotto o non più funzionante è classificato come un RAEE, ovvero un Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e il suo smaltimento è regolato dal Decreto Legislativo n. 49/2014 (Art. 40).

La normativa prevede modalità e responsabilità differenti a seconda:

  • della potenza dell’impianto (inferiore o superiore a 10 kWp);
  • della data di immissione sul mercato dei moduli;
  • della distinzione tra RAEE domestici e professionali;
  • delle modalità di finanziamento previste dall’art. 24 per i RAEE professionali.

Rifiuti RAEE domestici e RAEE professionali

In particolare, si distinguono 3 casistiche principali:

  • Rifiuti RAEE fotovoltaici “domestici”, ovvero moduli fotovoltaici installati su impianti fotovoltaici residenziali con potenza inferiore ai 10 kWp. Per questa prima casistica, lo smaltimento dei moduli fotovoltaici deve essere preso in carco ed effettuato dal proprietario dell’impianto, che dovrà consegnare i moduli fotovoltaici al Centro di Raccolta RAEE predisposto dal Comune di residenza. Il costo di smaltimento dei RAEE fotovoltaici domestici e delle relative operazioni di recupero sono interamente a carico dei produttori, per cui tali operazioni saranno totalmente gratuite per i proprietari dell’impianto.
  • Rifiuti RAEE fotovoltaici “professionali”, ovvero moduli fotovoltaici installati su impianti con potenza uguale o superiore ai 10 kWp. A differenza della prima casistica, qui il proprietario dell’impianto deve consegnare i moduli rotti o non più funzionanti ad un Impianto di Trattamento Autorizzato, che risulti iscritto al Centro di Coordinamento RAEE

RAEE domestici e RAEE professionali

RAEE domestici

Rientrano in questa categoria i moduli FV installati su impianti residenziali con potenza inferiore a 10 kWp. In questo caso il proprietario dell’impianto deve consegnare i pannelli non funzionanti presso un Centro di Raccolta RAEE del proprio Comune.

Il costo del trattamento e del riciclo è coperto dai produttori attraverso i sistemi collettivi di gestione dei RAEE, quindi per il proprietario dell’impianto lo smaltimento risulta generalmente gratuito.

RAEE professionali

Appartengono a questa categoria invece, i moduli installati su impianti con potenza pari o superiore a 10 kWp. In questo caso i pannelli devono essere conferiti a un impianto di trattamento autorizzato iscritto al Centro di Coordinamento RAEE.

Come funziona lo smaltimento dei moduli professionali e RAEE storici?

Per gli impianti professionali è necessario distinguere ulteriormente tra RAEE storici e moduli immessi sul mercato dopo l’introduzione delle nuove normative.

I RAEE storici sono quelli derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima dell’introduzione del sistema di responsabilità estesa del produttore. Nel caso dei pannelli fotovoltaici, si tratta generalmente dei moduli commercializzati prima del 12 aprile 2014.

Per questi moduli, i costi di smaltimento sono generalmente a carico del proprietario dell’impianto, salvo il caso in cui l’impianto venga sostituito con uno nuovo di caratteristiche equivalenti.

Per i moduli immessi sul mercato dopo il 12 aprile 2014, invece, si applica il principio della responsabilità estesa del produttore: ciò significa che il costo dello smaltimento è sostenuto dal produttore stesso tramite sistemi di raccolta e riciclo autorizzati.

Quanto costa lo smaltimento di pannelli fotovoltaici?

La situazione cambia nel caso di moduli provenienti da impianti che hanno beneficiato degli incentivi del Conto Energia gestiti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Il Decreto Legislativo 49/2014 prevede infatti una quota di garanzia per lo smaltimento pari a:

  • 12 € per modulo negli impianti domestici;
  • 10 € per modulo negli impianti professionali.

Questa somma viene trattenuta dal GSE durante l’erogazione degli incentivi e serve come garanzia per assicurare il corretto smaltimento dei moduli a fine vita. Una volta dimostrato che i pannelli sono stati smaltiti correttamente, la quota viene restituita al proprietario dell’impianto.

Nel 2023 sono state inoltre aggiornate le istruzioni operative per la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici incentivati, introducendo la possibilità di rateizzare in cinque anni la quota da versare ai sistemi collettivi.

Dopo quanti anni si smaltiscono i moduli fotovoltaici?

Uno dei principali vantaggi di un impianto fotovoltaico è la sua lunga durata. In condizioni normali, con una corretta manutenzione, i pannelli possono funzionare con buone prestazioni per almeno 25 anni.

Questo non significa però che dopo questo periodo smettano completamente di produrre energia. Nella maggior parte dei casi continuano a funzionare, ma con una riduzione della resa di circa 10–20% rispetto alla potenza iniziale.

Per questo motivo lo smaltimento o la sostituzione dei moduli viene generalmente preso in considerazione quando:

  • la manutenzione dei pannelli esistenti diventa troppo costosa;
  • la produzione di energia non è più sufficiente a garantire un reale risparmio in bolletta;
  • si decide di effettuare un revamping dell’impianto con moduli più efficienti.

In breve

  • I pannelli fotovoltaici a fine vita sono classificati come RAEE.
  • Le modalità di smaltimento dipendono dalla potenza dell’impianto e dalla data di immissione sul mercato dei moduli.
  • Per gli impianti domestici fino a 10 kWp, lo smaltimento è generalmente gestito dai produttori tramite i sistemi RAEE.
  • Per gli impianti professionali o per i RAEE storici, i costi possono essere a carico del proprietario dell’impianto.
  • Nel caso di impianti incentivati con Conto Energia, il GSE trattiene una quota di garanzia che viene restituita dopo il corretto smaltimento.
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