Impianto FV commerciale con accumulo: la guida tecnica per aziende e installatori
Oggi la transizione energetica non è più un lusso, è una scelta strategica. Continuare a dipendere dai combustibili fossili per un'azienda equivale ad avere costi instabili e a mantenere un impatto ambientale elevato. Dall'altro lato, puntare su rinnovabili e fotovoltaico, invece, vuol dire ridurre le spese e aumentare l’autonomia energetica.
C’è poi un tema molto pratico: un blackout può bloccare la produzione aziendale e generare perdite economiche più o meno consistenti. Con un impianto fotovoltaico dotato di accumulo, un'azienda può quindi tutelarsi e lavorare con più serenità.
E non dimentichiamo reputazione e incentivi: investire in rinnovabili rafforza il posizionamento aziendale e oggi esistono numerose agevolazioni che rendono questi progetti ancora più convenienti.
In breve? Non si tratta solo di sostenibilità: è una mossa intelligente per rimanere competitivi in un mercato che cambia alla velocità della luce.
Che cos'è un accumulo commerciale?
Sfogliando un qualsiasi report fotovoltaico, troverai spesso la distinzione tra settore residenziale o domestico e settore commerciale - o C&I. Un sistema di accumulo commerciale è una soluzione in grado di immagazzinare l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici e memorizzarla, in modo tale che possa essere utilizzata in un secondo momento: l’energia rilasciata avviene su richiesta di uso commerciale o industriale.
La differenza tra sistema residenziale o commerciale sta principalmente:
- nella capacità, che è maggiore rispetto a un accumulo domestico,
- nell’output di alimentazione e
- nella durata.
Infatti, a differenza di un accumulo residenziale che alimenta gli elettrodomestici di una abitazione, un BESS è progettato per alimentare una catena produttiva con altre esigenze. I sistemi commerciali sono pensati e progettati per adattarsi e integrarsi con l’infrastruttura elettrica di un sistema ben più complesso.
Cosa differenzia un accumulo commerciale da uno residenziale?
Innanzitutto, un accumulo commerciale lavora con cicli giornalieri più intensi.
Cosa si intende per ciclo?
Intendiamo: carica → accumulo → scarica nell’arco di una giornata. La batteria si carica (ad esempio con l’energia prodotta dal fotovoltaico), l’energia viene poi immagazzinata e successivamente scaricata per alimentare i carichi quando necessario.
Perché un ciclo è più intenso in un accumulo commerciale rispetto a uno residenziale?
Possiamo individuare tre ragioni: potenze di carica e scarica più elevate, più cicli nello stesso giorno, maggiore profondità di scarica (DoD) in media. Vediamole una per una.
Potenze di carica e scarica più elevate
Nel settore commerciale i carichi sono più grandi perché occorre alimentare macchinari che richiedono un elevato assorbimento, per esempio linee produttive o celle frigorifere. In sostanza la batteria deve erogare delle potenze elevate in tempi stretti e questo comporta correnti maggiori e più sollecitazioni.
Più cicli nello stesso giorno
Nell’arco di una giornata, infatti, l’azienda potrebbe caricare al mattino il fotovoltaico, scaricare per coprire un picco, ricaricare nella fascia economica e poi riscaricare in una fascia costosa. Dunque la batteria può arrivare a completare più cicli parziali o completi nell’arco della stessa giornata, cosa che non succede invece in una abitazione dove generalmente si carica durante il giorno per poi scaricare durante la notte.
Maggiore profondità di scarica (DoD) in media
La percentuale della capacità disponibile utilizzata giornalmente è in media più elevata in un sistema di accumulo commerciale. Infatti, se nel residenziale si può arrivare a un utilizzo medio del 40-60% della batteria, nel settore commerciale parliamo di un consumo medio pari a 80-90%. Questo comporta sicuramente un maggiore stress per ogni ciclo.
In sintesi, un ciclo è considerato “più intenso” perché nel settore C&I ci sono più cicli di carica/scarica in un giorno in base alle esigenze produttive, le potenze sono molto più elevate e il profilo di carico è variabile e imprevedibile. Inoltre, viene usata in media una quota maggiore della capacità della batteria.
Qual è in genere l’iter tecnico-burocratico per installare un accumulo commerciale?
A differenza dei sistemi residenziali, un accumulo commerciale richiede procedure più complesse perché spesso è collegato alla rete in media tensione o serve carichi industriali importanti. Gli step principali possono includere ad esempio una valutazione preliminare, una serie di autorizzazioni e di dichiarazioni di conformità elettrica. Il nostro consiglio è di affidarti a uno studio di progettazione che si occupa di impianti in media tensione per assicurarti di procedere con tutti i documenti necessari.
Quali normative e certificazioni occorrono se si installa un sistema di accumulo industriale?
Puoi approfondire questa domanda consultando questi articoli:
Tutto quello che devi sapere sulla nuova normativa antincendio
Quale tipologia di design posso adottare?
Cabinet metallici
Le batterie e le apparecchiature di controllo sono alloggiate all’interno di cabinet o armadi modulari prefabbricati. Queste strutture sono progettate per essere ignifughe, resistenti alle intemperie e spesso conformi a standard sismici e di sicurezza elevati. Spesso l’inverter è alloggiato a lato o all’interno del cabinet; il BMS è situato sempre all’interno.
- Dove sono più comuni: impianti industriali, impianti commerciali con potenze > 100 kW e alcuni anche superiori al MW.
- Settori di applicazione: settore agricolo, siti produttivi, realtà manifatturiere, RSA.
- Motivo per cui scegliere questa soluzione: permettono di concentrare tutti i sistemi (batterie, inverter, HVAC, BMS) in un’unica unità prefabbricata, facilmente trasportabile e ignifuga, adatta anche a siti all’aperto o non facilmente accessibili.
Torri batteria
Ricordano molto quelle del settore residenziale, con un BMS e moduli batteria. La differenza consiste principalmente nella capacità dei singoli moduli, nei dispositivi di sicurezza e nel grado di protezione IP 66, che permettono l’installazione anche all’esterno.
- Dove sono più comuni: impianti industriali, impianti commerciali con potenze > 100 kW e alcuni anche superiori al MW,
- Settori di applicazione: agricolo, siti produttivi, realtà manifatturiere, RSA.
- Motivo per cui scegliere questa soluzione: vengono utilizzati dove è più difficile trasportare i cabinet oppure dove il sito di installazione è più adatto a una configurazione caratterizzata da spazi particolari (es. lungo la parete dell’azienda). Ciò non esclude che si possa comunque installare il prodotto anche in sostituzione di un cabinet.
Container
Le batterie e le apparecchiature di controllo sono alloggiate all’interno di un cabinet di 20-40 piedi. A seconda del marchio gli accessori possono essere all’interno oppure in un cabinet a parte.
- Dove sono più comuni: grandi impianti industriali, utility-scale.
- Settori di applicazione: vendita di energia, trading energetico, grandi settori produttivi in particolare con cicli di produzione notturni.
- Motivo per cui scegliere questa soluzione: permettono di concentrare tutti i sistemi (batterie, inverter, HVAC, BMS) in unità prefabbricate, è una soluzione facilmente trasportabile e ignifuga, adatta anche a siti all’aperto o non facilmente accessibili.
Conclusione
Investire nelle energie rinnovabili oggi è una scelta strategica. In questo articolo, ti abbiamo offerto una panoramica generale su che cosa sono i sistemi di accumulo commerciali e perché vanno valutati differentemente dagli accumuli residenziali. Inoltre, abbiamo citato le principali normative da considerare prima e durante l'installazione: il nostro consiglio resta sempre quello di evitare soluzioni fai da te e di verificare con uno studio di professionisti la soluzione migliore adottabile caso per caso.
